Perché bere grappa?

Bere un alcolico o superalcolico per scegliere richiede un silenzio del desiderio, per decidere cosa, che tipo, la personalità di chi degusta, l’intelligenza della modalità, la maturità della coscienza, regola antica che patriarca Noè direbbe: "L’ASSAI BASTA, IL TROPPO GUASTA".

Nella genesi Veneta o Nord Italica la grappa sta nell’antico come iniziale segreto, sempre conservato, con memoria d’istinto, a confermare il profondo profumo, odore, sapore di una “vinaccia” frutto rimanente di una bacca “elisirante” quale l’uva nella sua diversità.

Ecco il principio attivo che richiede fedeltà massima alla sua massima qualità di scelta, selezione, conservazione, intelligenza di distillazione che tecnologia e mezzi moderni fanno rispettare i multisapori e profumi.

La conservazione l’abbinamento sono l’atto finale della professionalità di un distillatore, di una cultura VOCAZIONALE professionale personale fino all’apice sempre migliorato.

Il desiderio dell’animo umano tende al bisogno di riscaldare, condividere lietezza, a confortare speranza, semplicemente raccogliere una pausa di distensione esistenziale personale o collettiva, una continua affinità alla vita nella quale un sorso di grappa recupera il corpo e aggiusta l’anima.

Ora c’è l’inevitabile esigenza di conquistare per riassunto una garanzia di produzione di VERA grappa di vinaccia, dai primordi rinascenti gusti e profumi di cultura artigianale che con dovuta ricerca conduce al marchio di etichetta Borgoscuro, titolo di mastri distillatori capaci di riassunte qualificanti esperienze di storico casato pertinente, che rinnova le più alte qualità di un prodotto etnico Veneto quale la grappa.

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